Dopo il lancio ‘virtuale’ dello scorso Maggio, la magnifica Tamburini T12 Massimo è stata presentata in forma ufficiale e ‘concreta’ lo scorso venerdì in Piazza Cavour a Rimini, in un evento di contorno al GP di San Marino e della Riviera di Rimini al quale ha partecipato un pubblico numeroso e commosso.

Questa moto infatti rappresenta l’ultimo capolavoro del leggendario Massimo Tamburini, uno dei più leggendari e carismatici tecnici e designer della storia della moto prematuramente scomparso nell’Aprile 2014. La T12 rappresenta la sua ultima ‘opera’, un ennesimo capolavoro che è stato portato a compimento dalla sua famiglia e che è stato presentato per la prima volta al pubblico alla presenza della vedova Pasquina, dei figli Andrea, Morena e Simona e del sindaco di Rimini Andrea Gnassi e di varie personalità del mondo della moto.

La T12 Massimo è spinta dal possente e affidabile 4-cilindri-in-linea BMW che equipaggia la S1000RR, configurato per erogare oltre 230 CV, mentre il peso a secco è di soli 154,5 kg! Questi numeri da capogiro, un’estetica tagliente firmata dal ‘Maestro’ e una componentistica di livello assoluto – con uso abbondante di carbonio e magnesio – fanno di questa moto un vero e proprio sogno per tutti gli appassionati della velocità su due ruote.

Un sogno che però, per molti, è destinato a rimanere “proibito”: durante la presentazione, Andrea Tamburini ha infatti confermato che la T12 Massimo sarà realizzata in serie limitatissima. L’omologazione per uso stradale è ovviamente impossibile ed il prezzo sarà sicuramente consono a cotanta magnificenza. A due anni dalla scomparsa di Massimo Tamburini, ecco la T12 Massimo, il suo ultimo progetto. La Massimo è una motocicletta realizzata per essere utilizzata in pista, non è prevista infatti una versione stradale. Come tutte le moto di Tamburini, la T12 è da considerarsi una vera e propria opera d’arte, un progetto nato espressamente per la pista, con il meglio della tecnologia e dei materiali disponibili. L’estetica ricorda molto una versione evoluta della MV Agusta F4, con dettagli e linee più moderne ed una presa d’aria che fa tornare alla mente le Cagiva 500 da GP. La struttura del telaio è un traliccio con tubi in lega d’acciaio ad alta resistenza e piastre di magnesio fuso. Questa comprende un sistema brevettato, che permette di regolare la rigidezza trasversale senza la necessità di sostituire alcun elemento. Il cannotto di sterzo è una fusione di magnesio ed bloccato dal traliccio di tubi in acciaio. Al posteriore troviamo un forcellone monobraccio, anch’esso una fusione di magnesio così come la base di sterzo anteriore e il mozzo eccentrico della ruota posteriore, mentre i cerchi ruota sono dello stesso materiale ma forgiati. Tutti gli altri componenti sono lavorati a CNC in Ergal e ricavati dal pieno. Condotti di aspirazione ed airbox sono in carbonio, così come le sovrastrutture e il serbatoio, di tipo portante, una scelta che ha consentito di integrarlo nella struttura del telaio, fornendo un ottimo supporto per il codino posteriore. Tutti i componenti rappresentano il non plus ultra disponibile sul mercato: sospensione anteriore e posteriore Öhlins GP, impianto frenante Brembo GP, dischi e pinze completi di innesti rapidi Staubli.
La strumentazione e tutta l’elettronica sono Motec e ed i cablaggi derivano da tecnologia aerospaziale. Infine, il motore BMW S1000RR è realizzato su specifiche Superbike ed è in grado di erogare un potenza superiore ai 230 CV, che con un peso a secco di soli 154,5 Kg ne fanno, praticamente, moto da competizione.

Fonte e articolo:–> Blogo

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