Amedeo-Ruggeri-1924-circuito-di-Tortona-vince-1000cc-su-indian

Sabbia che si insinua da tutte le parti, circuiti fatti solo di terra, e tu che ti devi fare il rifornimento senza l’aiuto di nessuno, se non quello di tua moglie che ti assiste con lo sguardo, che ti dà il distacco dagli altri, che ti spinge a continuare. La camera d’aria di riserva è avvolta come un serpente sul manubrio perché bucare è facilissimo e devi essere rapido. Ma non pensi solo alla moto, non lasci niente al caso perché cerchi di proteggere te stesso: alle ginocchia e ai gomiti porti dei tutori che non sono improvvisati, ma ben studiati e fissati con cura.
La foto ritrae Amedeo Ruggeri in una gara di campionato Italiano del 1924, il Circuito di Tortona. Tra i 39 piloti spicca Tazio Nuvolari, che vincerà con la Norton la classe 500 cc. Ruggeri si aggiudicherà la 1.000 cc su Indian: percorrerà i 270 km del tracciato sterrato alla media di 114,248 km/h.

Amedeo Ruggeri, classe 1889, è uno dei grandi piloti degli Anni Venti. Fisico fortissimo, coraggio a tonnellate, fedelissimo delle moto americane e di quelle di grossa cilindrata (correrà la maggior parte della sua carriera nella poderosa classe 1.000 cc) il pilota di Bologna è stato il primo vincitore del Circuito del Lario nel 1921. Questa grande classica si disputa su un tracciato durissimo: la gara si svolge all’interno del triangolo tra i due rami del lago di Como, partendo da Asso, salendo verso la Valbrona per poi scendere a Onno, percorrendo la strada del lago sino a Bellaggio per poi affrontare la salita e la discesa del Ghisallo e quindi ritornare alla partenza. Una gara che ha attratto (in 15 edizioni dal 1921 al 1939) i migliori piloti e i Costruttori più importanti. Ruggeri vince con una Harley-Davidson 1.000 questa prima edizione del 29 maggio sotto una pioggia battente, con le strade ridotte malissimo e i lastricati all’interno dei paesi più viscidi che mai. Si ripeterà sul Lario nel 1925, ma in sella a una Moto Guzzi 500 4V.

Il bolognese lascia la moto nel 1928 per cercare fortuna con le auto. Non conosce la stessa brillante carriera tra le quattro ruote, ma è scelto dalla Maserati per guidare la terrificante V5 con motore 16 cilindri di 5.000 cc e più di 350 CV: Ruggeri muore con questa auto durante un tentativo di record di velocità a Montlhéry, il 7 dicembre 1932. Particolare inquietante; come tantissimi piloti anche lui ha una superstizione, che si manifesta nella scimmietta Gigina. Il pilota la porta dietro ogni gara e le fa compiere un rituale che prevede, prima della partenza, un giro sul suo casco. Una settimana prima di Montlhéry la Gigina muore…

Fonte e immagini:–> motociclismo.it

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