Nel 1923 il tecnico bolognese Nerino Ghibellini costruisce le bicimotore Diana, che affida per la vendita al ragionier Ernesto Pettazzoni, commerciante di moto, biciclette e articoli sportivi. Il motore adottato è il DKW a cilindro orizzontale e trasmissione diretta a cinghia, nelle cilindrate da 118 a 147 cc. Per propagandare la macchina, Ghibellini partecipa personalmente a molte gare anche impegnative, come il Circuito del Lario e il Giro d’Italia; il modello illustrato è per l’appunto un Giro d’Italia: ha carburatore Zenith a farfalla, accensione a volano magnete, forcella a parallelogramma FS a due molle, gomme 26 x 1 1/2. Nel 1924, però, Pettazzoni fallisce; Ghibellini cerca di proseguire da solo occupandosi anche delle vendite, ma alla fine è costretto a chiudere la fabbrica e a proseguire come meccanico riparatore.

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